La prevenzione della depressione in adolescenza

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La prevenzione della depressione in adolescenza

PLOS ONE è una rivista scientifica di tipo open access pubblicata da Public Library of Science (PLOS) dal dicembre 2006. Pubblica ricerche originali riguardanti tutte le discipline di ambito scientifico.
Un nuovo articolo pubblicato su Plos One ci racconta di una ricerca del Dipartimento di Psichiatria dell’Università di Cambridge: i ricercatori hanno  hanno ingaggiato 771 adolescenti (322 maschi e 449 femmine) e, in uno studio longitudinale durato 3 anni, hanno esaminato l’effetto delle amicizie e i contesti famigliari supportivi all’età di 14 anni sui sintomi depressivi rilevati a 17 anni tra i ragazzi che avevano vissuto ambienti famigliari difficili e bullismo prima degli 11 anni.


Tra i principali fattori di rischio per l’insorgenza della depressione durante l’adolescenza vi sono le avversità del contesto familiare sperimentate durante l’infanzia (come un ridotto o assente affetto mostrato dai parte dei genitori, abusi di tipo emotivo, fisico o sessuale, problemi finanziari, disturbi psichici o la perdita di un membro della famiglia).
Inoltre, il bullismo perpetuato da pari durante l’infanzia, in associazione alle esperienze negative di un contesto familiare difficile, condurrebbe ad un rischio ancor più elevato di sviluppare sintomi depressivi.
I risultati, come spiegato dalla dottoressa Anne-Laura van Harmelen, prima autrice dell’articolo, evidenziano come le esperienze familiari negative vissute nell’infanzia siano inversamente associate con il supporto familiare fornito all’età di 14 anni che, a sua volta, è negativamente associato alla presenza di sintomi depressivi all’età di 17 anni.
Inoltre, i risultati mostrano come le amicizie supportive in adolescenza medino il rapporto tra le esperienze di bullismo tra pari e l’insorgenza di sintomi depressivi.
Così, sembrerebbe che gli adolescenti che hanno sperimentato contesti famigliari negativi nell’infanzia abbiano più probabilità di subire bullismo a scuola e abbiano meno probabilità di ricevere supporto dalla famiglia durante l’adolescenza, periodo chiave e delicatissimo per lo sviluppo della persona.

Questo avverrebbe poiché le esperienze famigliari negative durante l’infanzia incrementerebbero il livello di attivazione e di ansia del giovane influenzando in senso negativo le sue interazioni sociali.
I risultati, tuttavia, lasciano aperte molteplici possibilità di interpretazione. Ad esempio, secondo un’ipotesi fornita dal team di ricercatori, le amicizie e i contesti famigliari supportivi fornirebbero sollievo dallo stress e incrementerebbero il livello di aurostima dei ragazzi garantendo lo sviluppo di abilità interpersonali efficaci.
Il diretto risultato di ciò sarebbe l’incremento della resilienza dei giovani nei confronti delle situazioni difficili.
Secondo tale punto di vista, quindi, diventerebbe indispensabile intervenire con specifici supporti psicologici sulle capacità di supporto delle famiglie dei ragazzi in difficoltà, al fine di ridurre in questi ultimi il rischio di sviluppare depressione.

sitografia consigliata:
http://journals.plos.org/plosone/
http://www.stateofmind.it/2016/05/
http://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0153715

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