La dipendenza affettiva.

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La dipendenza affettiva.

“Love, love is a verb Love is a doing word.”  cantano i Massive Attack in “Teardrop”: amare non è solo un verbo ma è la riflessione di una attività intensa.
L’amore si presenta in varie forme: già gli antichi Greci ne individuavano quattro  primarie : quello parentale-familiare (storge), l’amicizia (philia), il desiderio erotico ma anche romantico (eros), infine l’amore più prettamente spirituale (agape).
Secondo la psicologia, parliamo di amore intendendo il rapporto basato su uno scambio emotivo generato dal bisogno fisiologico della gratificazione sessuale e dal bisogno psicologico dello scambio affettivo.
Maslow (1954) colloca l’amore all’interno della categoria dei bisogni d’appartenenza sociale cioè il bisogno di sentirsi parte di un contesto e di avere una vita affettiva e relazionale soddisfacente e quindi  l’amare ed il sentirsi amato.
Sternberg (1986) propone un modello che individua diverse tipologie di amore, distinguendo tra:
– Simpatia
(solo intimità): connotata da confidenza, calore, tipica dei rapporti di amicizia;
– Infatuazione
(solo passione): caratteristica dell’amore a prima vista, con l’idealizzazione dell’altro;
– Amore vuoto 
(solo decisione-impegno): amore stagnante, routinario, senza dialogo. Può essere l’evoluzione di matrimoni che durano da molto tempo dove si resta insieme solo per il vincolo coniugale;
– Amore romantico/innamoramento 
(intimità + passione): rimanda alle grandi storie d’amore letterarie o alle avventure estive, con la presenza di vicinanza e attrazione, ma senza progettualità;
– Amore fatuo 
(passione + impegno): si è travolti dalla passione ma alla base non c’è la conoscenza emotiva profonda. E’ proprio delle relazioni in cui ci si sposa poco dopo essersi conosciuti, sull’onda della sola attrazione;
– Amore amicizia 
(intimità + decisione-impegno): si ritrova nei rapporti di lunga durata, dove la passione si è spenta ma resta la condivisione;
– Amore vissuto 
(intimità + passione + decisione-impegno): è l’amore completo, è difficile farne esperienza e, soprattutto, mantenerlo.
Nell’innamoramento è presente una forma di dipendenza dall’altra persona, che consente a due individui di formare un insieme.

Ma è possibile che questo tipo di dipendenza si modifichi, diventando una dipendenza problematica che impedisce all’individuo il distacco dal partner, negandogli la libertà e l’individualità, incatenandolo al vincolo di coppia, provocandogli solo sofferenza e sfociando, secondo Guerreschi (2011), nella cosiddetta Love Addiction, la dipendenza affettiva.

Clinicamente la dipendenza affettiva viene definita come  “un modello disadattivo o problematico della relazione d’amore che porta a deterioramento o angoscia clinicamente significativa, come manifestato da tre (o più) dei seguenti criteri (che si verificano in ogni momento, nello stesso periodo di 12 mesi, per i primi cinque criteri):
1. Esistenza di una sindrome da astinenza per l’assenza dell’amato, caratterizzata da significativa sofferenza e un bisogno compulsivo dell’altro;
2. Considerevole quantità di tempo speso per questa relazione (in realtà o nel pensiero);
3. Riduzione di importanti attività sociali, professionali o di svago;
4. Persistente desiderio o sforzi infruttuosi di ridurre o controllare la propria relazione;
5. Ricerca della relazione, nonostante l’esistenza di problemi creati dalla stessa;
6. Esistenza di difficoltà di attaccamento, come manifestato da uno dei seguenti:
(a) ripetute relazioni amorose esaltate, senza alcun periodo di attaccamento durevole;
(b) ripetute relazioni amorose dolorose, caratterizzate da attaccamento insicuro”.
In modo più semplice la psicologa Brenda Schaeffer,  autrice del libro Is it love or is it addiction?  spiega che la differenza tra amore e dipendenza è data da tre elementi:

  1. l’ossessione o la preoccupazione,
  2. la sensazione di essere fuori controllo 
  3. il perseverare in questo comportamento, nonostante le conseguenze fisiche e psicologiche negative.

La dipendenza affettiva si manifesta quando paure ed insicurezze personali compaiono all’improvviso e nasce il forte timore di restare da soli, andando alla ricerca dell’approvazione degli altri per riuscire a definire il proprio valore.
Si tende dunque a cercare in un’altra persona quella sicurezza che manca. .
La causa principale della dipendenza affettiva è da ricercarsi nella scarsa autostima. Va ricordato che ognuno di noi è dipendente in qualche misura dagli altri, tutti noi abbiamo bisogno di approvazione, empatia, di conferme e ammirazione da parte degli altri, per sostenerci e per regolare la nostra autostima.
Ma la dipendenza affettiva può raggiungere una forma così estrema da diventare patologica.
In questi casi la persona non è in grado di prendere delle decisioni da sola, ha un comportamento sottomesso verso gli altri, ha sempre bisogno di rassicurazioni e non è in grado di funzionare bene senza qualcun altro che si prenda cura di lei (G. O. Gabbard, 1995).
Una prima caratteristica della dipendenza affettivae’ la difficoltà a riconoscere i propri bisogni e la tendenza a subordinarli ai bisogni dell’altro.

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